|
ARTE del SANTUARIO
|
|||
|
Il
grande
PRESEPE ARTISTICO
|
Le simpatiche e rozze figure in ceramica rappresentano un'umanità comune, popolare, con le sue prestanti necessità, le sue consuete miserie e aspirazioni. Gente di tutti i giorni, i più umili, nei quali ciascuno può riconoscersi. Ritrovarsi e riconoscere gli altri. In questo paesaggio rurale, fatto di stradine, di casette, di cortili, di persone che vanno e che vengono, che lavorano e riposano, riscopriamo il nostro mondo quotidiano, quello che Gesù stesso, nascendo, ha voluto condividere e che - ancor oggi - vuole illuminare e redimere. L'impressione generale è quella di una grande festa popolare, calda, familiare, proprio come si rinnova ogni 25 Dicembre.
|
||
|
La facciata |
E' in stile rinascimentale, rivestita di marmi policromi, progettata dall'arch. fiorentino G. Castellucci. Sotto il portico si legge la frase della liturgia:
Un fregio di 25 testine di angioletti divide orizzontalmente la facciata. Sotto, da destra a sinistra si distinguono gli stemmi di Pio XI, del Capitolo Vaticano, della città di Praga, del card. Merry del Val, della basilica e della città di Arenzano. Nella nicchia di sinistra, la statua della Vergine "lumine plena": "piena di luce"; a destra quella di S. Giuseppe "vir justus": "uomo giusto".Le statue sono in bronzo, opera del genovese Guido Galletti. Il timpano del classico frontone triangolare è occupato dal rosone, imitante il fiore di una margherita, costruito a Grenoble. Sotto è incisa una frase della Bibbia: "In templo ejus omnes dicent gloriam" (Nel Suo tempio tutti dicano gloria!). Nel frontone che conclude in alto la facciata, il mosaico rappresenta la statua di Gesù Bambino collocata sullo stemma dell'Ordine. A sinistra un Carmelitano invita i fedeli ad accorrere verso Gesù. A destra Pio XI incarica il card. Merry del Val di incoronare la statuetta del Piccolo Re. A ricordo di quella cerimonia (1924) sorge sul piazzale la colonna con la statuetta dorata (1937). A fianco della basilica, sorgono due chiostrini. In quello a mare, è posta la statua della Vergine del Carmelo e in quello a monte, sulla fontana, la statua di S.Teresa del Bambino Gesù. Da questo chiostrino si può accedere al permanente presepio artistico, opera di E. Salino e alla mostra missionaria. A lato del chiostrino vi è la Cappella delle benedizioni, con esposti gli ex-voto e la Sala Ricordi; poco distante una scala conduce ai giardini pensili e al Seminario. Il campanile svetta nell'azzurro con 43 metri di altezza. Alla sommità dondolano 12 campane. Dal piazzale, salendo verso la collina, si ammira la vetusta torre dei Saraceni, che pare risalga al X secolo.
|
||
|
Interno |
Entriamo nel Santuario. Ecco la navata centrale. Davanti a te è l'altare del SS. Sacramento e il trono di Gesù Bambino. Sullo sfondo puoi notare l'abside o catino, dove il pittore Renzo Bonfiglio ha raffigurato l'umanità, afflitta e bisognosa, che si rivolge al Piccolo Re; tra i volti affrescati si distingue bene quello di Papa Giovanni XIII, del dottor Schweitzer e del religioso Fra Tarcisio. Nella volta, sopra il presbiterio, un angelo mostra il monogramma "IHS": "Gesù Salvatore degli uomini". Le statue di bronzo dell'altare maggiore sono dei profeti Elia ed Eliseo e dei santi Teresa di Gesù e Giovanni della Croce. In alto, sull'arco trionfale puoi scorgere i busti di S.Elia e Eliseo, di S. Teresa di Gesù e del martire Carmelitano S. Angelo di Licata. Proseguendo verso l'uscita, sulla volta sono visibili i due affreschi del Marigliani: l'adorazione dei Magi e Gesù tra i dottori nel Tempio. Inoltre, dentro quattro ovoli, sono raffigurati quattro religiosi Carmelitani particolarmente devoti di Gesù Bambino: S. Alberto di Sicilia, il ven. fra Francesco del Bambino Gesù, la beata Maria degli Angeli di Torino e la ven. Margherita del SS. Sacramento di Francia. Sopra il cornicione, sono ritratti i quattro profeti Isaia, Davide, Geremia e Daniele assieme ai quattro evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni, ognuno col proprio simbolo.
|
||
|
I transetti |
Incrociandosi con la navata rendono la pianta del santuario " a croce latina ". In questi due transetti si ammirano le sculture maiolicate di Angelo Biancini. Nel transetto di sinistra, si trova lo Sposalizio della Vergine con S. Giuseppe: ben visibile il sommo sacerdote, le tre fanciulle con i doni nuziali e i pretendenti della mano di Maria. Vi è, poi, la Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta: il grande arco stilizzato allude alla città di Gerusalemme; ai lati sono rappresentate celebri donne bibliche, "figure" della Madonna: Rebecca, Rachele, Ruth ed Ester. Sulla porta di uscita, il bozzetto delle Nozze di Cana e vicino un San Giovanni della Croce. All'entrata della sacrestia è posto il Cristo glorioso fra gli Angeli e i Santi. Nel transetto a destra, sulla parete di fondo c'è la Natività del Signore, particolarmente povera, umana. Caratteristica è la figura di San Giuseppe "pensoso". Attorno, scene di attività lavorative umane: la caccia, la potatura degli alberi, la tosatura delle pecore, la carità ai poveri con S. Martino che dona metà del suo mantello. Sull'altra parete è scolpito San Giuseppe con Gesù Bambino: Il Santo giovane ha nelle mani la Bibbia che insegnò a Gesù Bambino, posto ai suoi piedi. Ai quattro angoli, i quattro evangelisti con i loro relativi simboli. Sopra, il monte Tabor, incrostato di conchiglie. Infine, un'altra scultura: la Madonna Assunta.
|
||
|
Le cappelle
|
Lungo la navata si aprono sei cappelle laterali. La prima e più importante è la cappella di Nostra Signora del Carmelo a cui l'Ordine è votato. Sotto l'altare, il mosaico d'oro presenta le figure del profeta Elia e di San Simone Stoch, a fianco del Monte Carmelo. Nella calotta della cappella vi è un tondo con la Madonna del Carmine in gloria fra santi e angeli. Nei quattro medaglioni i busti del profeta Elia , di S. Brocardo, di S. Andrea Corsini e di S. Pier Tomaso: Santi Carmelitani. La cappella di fronte è dedicata a San Giuseppe. Nel paliotto dell'altare sono posti lo stemma dell'Ordine e gigli e rose. In alto nella vetrata, la morte del Santo e nella calotta la sua gloria: attorno l'umanità sofferente e la grande S. Teresa, devotissima di S. Giuseppe. Nei quattro medaglioni ricorrono alcuni episodi della vita del Santo nel tempo dell'Infanzia del Bambino Gesù. La prima cappella entrando in chiesa a sinistra è dedicata a Santa Teresa di Gesù, di Avila, Dottore della Chiesa. Nel paliotto dell'altare si vede la Santa tra i suoi figli e figlie spirituali. Nelle pareti laterali, due affreschi rappresentano la trasverberazione del cuore e l'incoronazione della Santa, due fatti raccontati nella sua autobiografia. In basso a sinistra, si legge il motto di Teresa: "o morire o patire". Dall'altra parte è la cappella di S. Giovanni della Croce, il primo Carmelitano Scalzo, Dottore mistico della Chiesa. Il suo motto, riportato nella calotta, è: "patire ed essere disprezzato per Te, Signore!". Nel fregio sono riportate le opere di carità del Santo. Le due cappelline di mezzo sono dedicate una al S. Cuore di Gesù e l'altra a S. Teresa del Bambino Gesù. Accanto alla statua del S. Cuore sono raffigurati due Carmelitani che zelarono la devozione al Cuore Divino: il ven. Giovanni di Gesù Maria, spagnolo e S. Teresa Margherita Redi, italiana.
|
||
|
Parete interna della f acciata
|
Anzitutto è da ammirare il rosone centrale che, nei suoi 12 petali, riporta sul vetro i 12 misteri dell'Infanzia Divina. Ai lati sono affrescati due episodi della storia della devozione. A sinistra, la principessa Polissena regala al Priore del Carmelo di Praga la famosa statuetta di Gesù Bambino. A destra è illustrato il primo degli episodi miracolosi: Gesù Bambino guarisce la contessa Elisabetta di Kolowrat. Oltre al rosone, altre vetrate artistiche costellano tutto l'interno del santuario. Ben visibili, quelle asimmetriche moderne. Sul muro interno della facciata spicca il grande complesso scultoreo di A. Biancini. A sinistra si riconosce Paolo VI che proclama S. Teresa di Gesù dottore della Chiesa nel 1970, presenti le sue figlie in festa e i cardinali e vescovi. Sopra, sulla sinistra, appaiono le due città di Avila e di Praga. A destra si percepisce bene la città di Arenzano, con il santuario; sotto sono ricordati i due episodi del dono della statuetta da parte della principessa Polissena e l'incoronazione della effigie per mano del card.Merry del Val. La parte superiore del tamburo rappresenta il mistero dell'Incarnazione del Verbo Divino distinto in tre parti: a destra l'angelo Gabriele annuncia alla Madonna la divina maternità. Ella dà il suo assenso come "serva del Signore". Al centro è la colomba dello Spirito Santo per opera del quale Gesù nacque da Maria Vergine. A sinistra è presentata Maria, Madre della Chiesa. |
||
|
Santuario Gesù Bambino di Praga
Piazza S.Bambino, 1 - 16011
ARENZANO (Italy)
|